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Luce naturale e luce artificiale: un mix vincente?

Il comfort di una casa, di un ufficio, di qualsiasi spazio interno rappresenta un requisito fondamentale negli ambienti in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo perché ha lo scopo di migliorare la qualità dell’abitare e garantire livelli elevati di benessere. Si stima infatti che nei paesi occidentali la popolazione trascorra circa il 90% del tempo in ambienti chiusi. È quindi fondamentale intervenire sugli edifici in modo da garantire spazi salubri e confortevoli. La luce naturale è stata usata per secoli come fonte primaria di illuminazione all’interno degli spazi abitati ed è sempre stata parte integrante della progettazione architettonica. Un uso consapevole della luce naturale negli edifici è un elemento imprescindibile che mira al benessere psicofisico. A livello fisiologico l’esposizione alla luce naturale favorisce la produzione di serotonina (ormone responsabile del benessere) e riduce la concentrazione di ormoni responsabili dello stress. 
Nel mondo dell’Architettura e delle certificazioni legate all’edilizia il tema del benessere della persona, all’interno dei luoghi chiusi, acquista sempre più un maggiore peso anche grazie al protocollo WELL. WELL è un nuovo protocollo volontario internazionale appositamente studiato per verificare (e certificare) il livello di salubrità e benessere di chi soggiorna e vive negli ambienti costruiti. È rilasciato dall’americana Green Buildind Council, la stessa organizzazione che si occupa anche della certificazione LEED e da altri autorevoli enti. Il protocollo WELL, frutto di anni di ricerche a cui hanno preso parte medici, nutrizionisti, ingegneri, architetti, sposta i riflettori sul benessere dell’uomo. 
Negli ultimi anni, accanto alla necessità di avere edifici dalle elevate prestazioni energetiche ed ambientali i riflettori si sono accesi anche sulla necessità di garantire, agli utenti stessi, un elevato standard di benessere. Tra i temi rilanciati dal protocollo WEEL è presente anche quello della luce. Oggi si passa sempre meno tempo all’aria aperta siamo quindi meno esposti alla luce naturale e questo ha delle conseguenze sull’organismo in quanto influenza il ritmo circadiano. Ma la luce naturale non basta a garantire una corretta illuminazione per tutta la giornata. Per questo motivo l’illuminazione artificiale è un elemento da curare attentamente perché concorre, assieme a tutti gli altri elementi architettonici, a creare uno spazio più o meno
confortevole. La scelta di un certo tipo di illuminazione avrà delle ripercussioni sul modo di vivere e percepire lo spazio in cui viviamo. La luce, oltre ad essere un elemento vitale per l’uomo, è un fattore indispensabile per il suo equilibrio psico-fisico. Per sentirsi bene “dentro casa” è importante scegliere la fonte luminosa adatta, rispettosa del modo con cui ognuno “vive” la luceNegli spazi la luce artificiale non deve essere considerata una semplice integrazione della luce naturale, non è giusto pensare che il ruolo dell’una sia di subentro all’altra con il calare dell’oscurità.  In realtà la luce artificiale e quella naturale devono cooperare per gran parte della giornata e con l’avvento del buio, la luce artificiale potrebbe fare assumere allo spazio anche nuove espressioni.
La giusta illuminazione porta quindi ad un benessere e ad ottimizzare la produttività, elementi fondamentali per il clima aziendale.

Da una recente ricerca realizzata dal Censis è emerso che l‘illuminazione dei luoghi di lavoro migliora non solo il benessere ma anche le prestazioni delle persone nei luoghi di lavoro, aumentando così la produttività. Il concetto di Human Centric Lighting“, emerso già negli anni ’90, è sempre più studiato e ricercato: lo studio degli effetti della luce sull’uomo, al fine di ottimizzare i sistemi di illuminazione per migliorare anche la produzione aziendale. Una corretta distribuzione della luce riduce la possibilità di affaticamento visivo per continui adattamenti a condizioni di luce differenti e migliora le prestazioni visive. La giusta illuminazione porta quindi ad un benessere e ad ottimizzare la produttività, elementi fondamentali per il clima aziendale. In un ambiente dove coesistono illuminazione naturale e artificiale, il passaggio tra la luce naturale e quella artificiale e viceversa deve essere il più graduale possibile per non creare disagio ai lavoratori. Inoltre, a seconda del tipo specifico di attività, variano le necessità di illuminamento. Si dovrà prevedere quindi un tipo di illuminazione specifica per ogni area. Nella progettazione illuminotecnica dovremo considerare l’illuminazione generale dell’ambiente, l’illuminazione orientata verso i piani di lavoro e un’illuminazione puntuale per ogni postazione a comando diretto dell’operatore per rispondere nel modo più preciso possibile alle esigenze singolari.

In conclusione, se la luce naturale diventa fondamentale nella vita di tutti i giorni, altrettanto sarà progettare una corretta illuminazione artificiale nei luoghi in cui viviamo la maggior parte del nostro tempo.

La giusta illuminazione porta quindi ad un benessere e ad ottimizzare la produttività, elementi fondamentali per il clima aziendale.

Da una recente ricerca realizzata dal Censis è emerso che l‘illuminazione dei luoghi di lavoro migliora non solo il benessere ma anche le prestazioni delle persone nei luoghi di lavoro, aumentando così la produttività. Il concetto di Human Centric Lighting“, emerso già negli anni ’90, è sempre più studiato e ricercato: lo studio degli effetti della luce sull’uomo, al fine di ottimizzare i sistemi di illuminazione per migliorare anche la produzione aziendale. Una corretta distribuzione della luce riduce la possibilità di affaticamento visivo per continui adattamenti a condizioni di luce differenti e migliora le prestazioni visive. La giusta illuminazione porta quindi ad un benessere e ad ottimizzare la produttività, elementi fondamentali per il clima aziendale. In un ambiente dove coesistono illuminazione naturale e artificiale, il passaggio tra la luce naturale e quella artificiale e viceversa deve essere il più graduale possibile per non creare disagio ai lavoratori. Inoltre, a seconda del tipo specifico di attività, variano le necessità di illuminamento. Si dovrà prevedere quindi un tipo di illuminazione specifica per ogni area. Nella progettazione illuminotecnica dovremo considerare l’illuminazione generale dell’ambiente, l’illuminazione orientata verso i piani di lavoro e un’illuminazione puntuale per ogni postazione a comando diretto dell’operatore per rispondere nel modo più preciso possibile alle esigenze singolari.

In conclusione, se la luce naturale diventa fondamentale nella vita di tutti i giorni, altrettanto sarà progettare una corretta illuminazione artificiale nei luoghi in cui viviamo la maggior parte del nostro tempo.

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